Crea sito
5684765897493523

Vivere di morte: il business malato della salute

By intothepot, 11/11/2014

clienti1Inizio subito con l’invitarvi alla lettura di questo scioccante articolo che tratta dei guadagni stellari delle più grandi multinazionali farmaceutiche e della morte che esse stanno spargendo per tutto il pianeta:

Il tumore è curabile: adesso!

Poche parole per descrivere uno dei più grandi orrori della storia, il guadagno imperterrito delle grandi case farmaceutiche “grazie a” tumori e malattie che loro stesse promuovono! Non voglio parlare per astratto, le case farmaceutiche non sono esseri spirituali intoccabili a cui sembra impossibile associare dei volti, perché i volti, se si volessero trovare, si troverebbero molto facilmente, ma il punto è che la sanità stessa, intesa come apparato medico con annessi e connessi, è così indottrinata e così assetata di soldi, che ha perso, o forse non l’ha mai avuto, ciò che definisce l’intelligenza, ovvero la curiosità, la curiosità della scoperta e la voglia di essere curiosi laddove non è mai stato curioso nessuno prima, la voglia di ricercare, di migliorare e di onorare la professione che si svolge. La professione medica, in questo caso, dovrebbe essere un lavoro speciale, non volta al mero guadagno, ma svolta al fine di aiutare chi è malato, perché è questo che dovrebbero fare i medici: aiutare e guarire! Ma la guarigione è controproducente per l’apparato sanitario e farmaceutico, quindi dove un tempo si ricercava la guarigione, oggi si ricerca la patologia, il malanno, quell’infermità che porterà le aziende sanitarie e farmaceutiche a continuare i guadagni. E’ importante che vi sia l’aggettivo “costante” come comune denominatore, perché costanti e durevoli devono essere i malanni, perché il cliente deve essere abituale, altrimenti il reddito si abbassa. Ovvio.

1395237875-300x213Onorari che schizzano alle stelle grazie all’operato medico, operato che consiste nel promuovere sempre più l’assunzione di farmaci, perché le prescrizioni mediche e la conseguente assunzione di medicine rendono miliardaria l’azienda farmaceutica di turno ed anche il medico di turno che si è così guadagnato un altro zero sulla busta paga, per aver spinto sul mercato qualche nuovo “bel” farmaco.

Che orrido rapporto di perfetta simbiosi, una coesistenza letale, mortale non per chi risiede ai vertici della stessa, ma, come ci insegna il quadro socio-economico-politico attuale, per chi risiede al basamento della piramide medico-sanitaria-farmaceutica, ovvero coloro che sono malati e che, invece di essere indirizzati verso una via di guarigione, vengono condotti verso la dipendenza di cure mediche.

106415178Seguendo uno dei principi a cui credo di più (ovvero che anche i piccoli soggetti connessi ad un problema, fanno parte del problema stesso) vorrei concludere che sono rattristata da tutti coloro che hanno realizzato lo spot del Moment Act e lo spot promosso dall’AIFA che ci invita ad essere grati se i nostri figli possono essere vaccinati e possono essere curati, grazie per esempio al paracetamolo, uno dei principi attivi più ossequiati dai pediatri e che invece risulta essere nocivo per la salute infantile!

Il vaccino può essere valido ed efficace, ma la trasparenza sul cosa e sul perché deve venire prima di tutto, trasparenza che ovviamente non c’è. Non sapete cosa vi iniettano eppure, spinti da una mala informazione, allungate il braccio e vi fate entrare in circolo sostanze chimiche di cui non sapete nulla, primo perché non vi è una “lista degli ingredienti” dei vaccini di facile reperimento e secondo perché non vi è una giusta apertura mentale che permette a tutti di essere padroni della propria salute. Non invito nessuno a fare di testa propria in ambito medico, ma di usare la testa, di non subire ciò che viene detto di fare, ma di volere e di pretendere una sanità chiara e trasparente per tutti.

Non parliamo poi del business dietro il vaccino antinfluenzale, perché credo che sia di così ovvia analisi, che per ora e per questo articolo sia sufficiente ciò che è stato già scritto.

Non voglio essere sentimentalista, ma spero che le nostre coscienze si possano unire per combattere il vero cancro della società, quel cancro che giace in tutti coloro che vivono calpestando, disonorando e sminuendo la vita altrui.

Arielle T.

What do you think?

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.


*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>