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No allo sfruttamento dell’essere umano! Parte II

By intothepot, 12/23/2013

 

“Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.”

Avete appena letto il primo articolo della Dichiarazione universale dei diritti umani. Niente male, vero? Peccato che nella realtà le cose non stanno proprio così. Peccato che esistano ancora MILIONI di persone sfruttate e maltrattate in tutto il mondo. Negli Stati del Sud America, nei Paesi asiatici ed africani lo sfruttamento è una realtà che non si può negare, esiste e vive più forte che mai. Lo sfruttamento della manodopera è talmente riprovevole che non trovo le parole per esprimere la mia ripugnanza. BAMBINI E ADULTI OPPRESSI E PROSCIUGATI NELL’ANIMA. Togliere la libertà e la dignità ad un essere umano equivale a togliergli l’ossigeno. I bambini (e gli adulti) sono costretti a lavorare per molte ore al giorno, spesso senza nessuna pausa e senza diritti, nelle miniere, nelle fabbriche tessili, nelle cave, nelle fabbriche di mattoni, di scarpe, di giocattoli, di tappeti, nelle piantagioni di banane, di cacao, di caffè, di thè, di canna da zucchero, di tabacco (ed altro), in condizione penose, in condizioni di degrado e di sporcizia. Spesso i bambini sono costretti ad utilizzare macchinari pericolosi, che non sono stati progettati per mani piccole e docili come quelle di un infante. Bambini che si vedono negare il diritto di andare a scuola, il diritto al gioco, il diritto di crescere in modo sano, liberi dalla schiavitù e dall’oppressione. I bambini devono essere bambini e vivere da tali. Devono sognare, imparare e crescere sereni! PIANTO

Secondo l’ILO (Organizzazione Internazionale del Lavoro), nel mondo ci sono circa 218 milioni di minori che lavorano, il 69% dei quali sono impiegati nel campo dell’agricoltura.

Sempre secondo l’OLI sono 126 i milioni di bambini vittime dei peggiori maltrattamenti, costretti a vivere in schiavitù. Con quest’ultima parola si intende, anche la schiavitù derivata da debiti familiari, la vendita o tratta di minori, il reclutamento di bambini soldato, la prostituzione ed il coinvolgimento nel traffico di stupefacenti.

Lettori, vi allego un pdf molto interessante: “Bambini sfruttati. Diritti negati.”

http://www.stoplavorominorile.it/App_Media/Docs/32pag_SCL.pdf

Non fatevi spaventare dalla sua lunghezza, è molto interessante, troverete notizie forti. Ho tratto solo qualche informazione, quello che ho riportato nell’articolo è solamente la punta dell’iceberg. Leggete, troverete anche dettagli che riguardano l’Italia, dettagli non di lettura piacevole. Il pdf è rivolto ai giovani, quindi è strutturato in modo particolare, ma non rinunciate alla sua lettura. Io ne sono rimasta colpita.

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Si avvicina Natale e ho voluto, ancora una volta, smuovere le coscienze di tutti noi. Per milioni di bambini poveri il Natale non è Natale, la vita non è vita e la famiglia non è famiglia.

Noi abbiamo un ruolo importante! Come scritto nell’articolo precedente, ricordate che se non c’è domanda non c’è offerta. Se ottenessimo l’attenzione di tutte quelle multinazionali senza ritegno che sfruttano la manodopera in quei Paesi sottosviluppati, potremmo iniziare a fare qualcosa per cambiare la realtà crudele di oggi! Potremmo ottenere risultati concreti!

Le multinazionali non cambieranno mai, se non cambiamo noi! La manodopera dei Paesi più poveri è più controllabile, è più manovrabile, più facilmente gestibile; le persone sono pagate poco e lavorano tanto, quale binomio più perfetto di questo per le aziende? Un binomio eccezionale, di cui noi siamo complici, se compriamo le cose da loro prodotte. Un binomio troppo perfetto per poter mettere fine allo sfruttamento, quindi, la soluzione è cambiare noi. Perché se aspettiamo che lo facciano le aziende, le multinazionali, aspetteremo in eterno.

 

Riflettiamo ed agiamo!

 

Arielle T.

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