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No allo sfruttamento dell’essere umano!

By intothepot, 12/22/2013

Far lavorare, anzi sfruttare, bambini ed adulti per produrre giocattoli (e non solo) conviene e se conviene, perché smettere? Se aumentano i profitti, perché un’azienda dovrebbe smettere di calpestare i diritti umani di migliaia di persone? Perché se c’è un guadagno, si dovrebbe smettere di far lavorare in modo indegno i bambini e le bambine di tanti Paesi poveri?

Parlando di regali, voi lo sapevate che le più grandi aziende di giocattoli sono americane e giapponesi, ma le fabbriche produttrici sono in Cina, Malesia, Indonesia e Thailandia? E in tutti quei Paesi dove si può facilmente sfruttare le persone, facendole lavorare per molte ore al giorno, a ritmi pressanti ed ignobili, sottopagandole, ignorando le leggi (già di per sé molto deboli) e senza garantire assicurazioni di nessun genere. I sindacati in certi Paesi, se esistono, non hanno potere e le loro azioni sono inefficaci, praticamente inesistenti.

In molte fabbriche i bambini vengono messi in prova per NOVE MESI SENZA VENIRE PAGATI. 20041120_amnesty_lavorominorile

Duemila anni dopo Cristo e ho come l’impressione che il progresso non abbia portato a nulla. Mi chiamate progresso lo sfruttamento di persone di ogni età, che hanno avuto “solo” la sfortuna di nascere in Paesi dimenticati dalle coscienze, solo per avere un guadagno? Esistono bambini che non sanno cosa significa avere un’infanzia. Non sanno nulla della differenza fra bambino e adulto e, per di più, gli adulti stessi hanno dimenticato, o forse non l’hanno mai saputo, come significa avere una dignità, perché gliela hanno strappata. E’ stata tolta loro la vita, perché una vita senza diritti e senza rispetto non è vita.

Il lavoro nobilita, ma lo sfruttamento uccide e sta uccidendo sotto i nostri occhi.

Quando inizieremo a dire “NO”?

Vorrei un mondo dove ogni bambino possa avere un’infanzia, a prescindere dal Paese dove è nato. Vorrei un mondo dove il raggiungimento dei profitti sia meno importante della vita delle persone. 

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Al giorno d’oggi, sono MILIONI le persone sfruttate in tutto il mondo. C’è tanta strada da fare per raggiungere un miglioramento. I cambiamenti sono difficili da ottenere e molto lontani, ma uniti tutto questo diventerà più vicino e la strada sarà sempre più percorribile.

Un punto importante è questo: se non ci fosse la vendita, non ci sarebbe la produzione. Boicottare e rinunciare non sono parole che vi piacciono, allora, voi cosa proponete? Sono disponibile al confronto, io sono dell’opinione che senza domanda non c’è offerta. Non è sbagliata l’offerta del giocattolo o di un qualsiasi altro oggetto, a meno che non sia esso pericoloso, ma è sbagliata l’offerta di prodotti creati sfruttando o calpestando diritti e dignità di esseri umani; conseguentemente, è sbagliata la domanda, perché io non voglio comprare oggetti, o cibi, o quant’altro che è stato prodotto negando la libertà agli uomini, alle donne, ai ragazzi e ai bambini.

Se è stata calpestata anche solo una vita, non voglio avere nulla a che fare con quel prodotto! Lo sfruttamento, minorile e non, deve finire!

Chiedetevi da dove provengono le cose che acquistate, fatevi domande e cercate le risposte. Un mondo migliore è possibile. Non date retta a chi vi dice che non si può cambiare. Solo coloro che non lo vogliono fare vi diranno che è impossibile. La società è stata creata da persone e le persone, quindi, potrebbero cambiarla, se veramente volessero! La società siamo noi ed il mondo è di tutti e se tutti unissero le forze si potrebbe migliorare, basta volerlo! pari_opportunita_2_d0

Voglio prodotti che portano con sé etica, morale e rispetto. Non voglio lacrime di quei bimbi chiusi nelle fabbriche, costretti a convivere con tirannia, sporcizia e fame.

Pensateci.

 

Arielle T.

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