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Repubblica Centrafricana, dove i bambini diventano strumenti di guerra

By intothepot, 07/25/2014

Il seguente articolo trae ispirazione, riporta dati ed informazioni da: Marisdavis.com

Tratti, espressioni ed opinioni personali si uniscono all’articolo presente nel blog che troverete cliccando sul link sovrastante, blog di cui vi consiglio la lettura e dove potrete trovare molti argomenti, dei quali l’approfondimento non è mai abbastanza.

                                                         

La Repubblica Centrafricana è luogo di una profonda crisi, che ha così trovato un terreno fertile in una regione facilmente predisposta al caos e così propensa alla distruzione, infatti è il Paese con la più bassa aspettativa di vita del mondo, ovvero 48 anni. 130 è il numero di bambini su mille, a cui il cuore smette di battere prima del quinto anno di vita. Il sistema sanitario, la cui situazione era stata da sempre penosa, ora si ritrova distrutto, del tutto spazzato via.

La mancanza di acqua potabile, con la conseguente mancanza di igiene causa danni mortali alla popolazione, quali tifo, meningite, morbillo e malaria. Si aggiunge il volutamente incurabile e perenne fattore della malnutrizione, che sembra stringere la popolazione in una morsa letale.

Nel marzo 2013, i combattenti mussulmani di Séléka hanno dato origine ad un colpo di stato e hanno così iniziato a spargere terrore e panico fra la popolazione civile: uccisioni senza limiti, abusi, angherie indiscriminate e l’ordine della Sharia islamica hanno fatto sì che una buona parte della popolazione si mettesse in fuga dalla tirannia.

-Le tensioni e gli scontri fra mussulmani e cristiani si sono moltiplicati verso la fine dello scorso anno e l’inizio del corrente, quando il cambio di governo e l’avvento dei militanti Anti-Balaka, di matrice cristiana, hanno portato alla formazione di pericolosissimi gruppi e frazioni autonome composte da ex guerriglieri del Séléka.

Considerando i civili mussulmani una potenziale base politica del Séléka, il corpo armato di autodifesa locale Anti-Balaka sferra contro di loro pesanti attacchi militari, i quali hanno fatto precipitare il Paese in un caos di morte generale, dove vengono colpiti gli appartenenti ad entrambi gli schieramenti religiosi: così la Repubblica Centrafricana è divenuta luogo di razzie, assalti e duri conflitti armati.

Ecco così che vengono forzatamente arruolati i bambini, i quali vengono catturati e costretti a combattere. Molti infanti sono obbligati dagli stessi parenti, altri rimasti orfani, sperduti nel disordine della guerra, si uniscono ai gruppi armati.

Le forze internazionali non sono state in grado di proteggere la popolazione civile.

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Da Gennaio scorso, Catherine Samba-Panza è il nuovo Presidente della Repubblica Centrafricana (dopo le dimissioni di Michele Djotodia) la quale ha effettuato una ricomposizione del Governo, dopo essere stata accusata di non sapere fronteggiare e sopprimere le violenze.

E a cosa conducono le violenze? A spegnere per sempre giovani vite ed ai bambini che riescono a sopravvivere verrà negato loro un futuro sereno. Molti giovani, infatti, avranno ripercussioni psicologiche che porteranno con sé, per il resto della vita.

165230236-2953dde1-efbc-4fdc-9982-708ca1ce13f3I bambini non meritano di diventare vittime, non devono essere vittime di nessuno, per nessuno scopo, per nessuna ragione ed invece, ancora una volta, vengono usati dagli adulti per sporchi interessi, per obiettivi criminali, addirittura come strumenti di guerra, come mezzo per aumentare la loro forza o il loro potere, facendo pagare ai più piccoli il prezzo più alto. Il risultato sono centinaia di bambini mutilati, altrettanti uccisi e migliaia sfollati, costretti ad allontanarsi dal luogo in cui sono nati, perché quel luogo offre loro un futuro di morte, perché sono nati in un mondo dove le vite dei minori sono solo numeri e dove, se alla fine del gioco, qualche numero scompare, non è cosa importante, perché la cosa importante è portare avanti una guerra ad ogni costo, arrivare al potere, al dominio, al denaro, ad una fantomatica ribalta, ribalta che porterà presto all’affermazione del più totale nulla.

 

Arielle T.

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