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La Nigeria: la sventura del petrolio Parte II

By intothepot, 07/15/2014

Il seguente articolo trae ispirazione, riporta dati ed informazioni da: Marisdavis.com

Secondo la World Health Organization, il 14% della mortalità infantile mondiale è rappresentata dalle morti infantili in Nigeria.

In Nigeria, il controllo per il rispetto dei diritti umani è uguale a zero. Sulla carta, vi sono scritti molti diritti, ma, nella pratica, non sono rispettati e la società è in balia della corruzione. Quest’ultima comanda e fino a quando vi sarà lei al potere, nessun cambiamento sarà possibile.

La libertà di stampa finisce quando scrivi contro il governo, il Presidente o contro i potenti. La giustizia finisce quando non paghi per indagare oppure paghi per uscire di carcere o per far arrestare qualcuno. La magistratura è teoricamente indipendente, ma di fatto è partner della corruzione, perché condanne e assoluzioni si basano sulle mazzette e così via, verso il totale delirio.

Efferatezze e violenze avvengono per mano di tutti: da una parte vi sono i Boko Haram accusati di crimini contro l’umanità, e dall’altra, l’esercito (cosiddetto “forze di sicurezza nigeriane”) che vanta una lunga e ordinaria violazione dei diritti umani.

Nel Maggio 2013, vi è stata l’imposizione, da parte del Presidente Jonathan, dello stato di emergenza in diversi stati del nord e ciò ha portato ad un aumento delle atrocità da parte di entrambi i fronti. Violenze contro la popolazione da parte dei Boko Haram ed altrettante torture, arresti indiscriminati, uccisioni ed estorsioni, per mano dell’esercito e della polizia nigeriana.

Come se non bastasse, il governo, con il pretesto di difendere la popolazione, ha organizzato diversi gruppi armati di autodifesa, che non fanno altro che aumentare il clima di violenza e di degenerazione sociale che si erano venuti a creare. Aumentano così le violazioni dei diritti umani, in particolar modo, quelli di donne e bambini che si ritrovano costretti a convivere con una realtà di orrori e barbarie.

Conflitti a cui si tenta di porre rimedio con altri conflitti, ma la regola del chiodo schiaccia chiodo, in guerra non funziona.

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La Nigeria è uno dei ponti per far arrivare al capolinea (Europa) la droga e giovani ragazze da sfruttare, ma il rischio di finire carcerati è blando, perché il narcotraffico o lo sfruttamento sessuale di donne e bambine non sono crimini degni di essere messi nella lista delle “priorità”, ciò che conta è non essere omosessuali, perché allora la cosa diventa seria e la prigione ci spalancherà le braccia (o le porte): 10 anni di reclusione per chi mostra pubblicamente la sua omosessualità. Ciò per dimostrare come la bussola e le linee guida di un Paese siano andate completamente perdute: non si riconosce più il giusto dallo sbagliato, la giustizia dall’ingiustizia.

La vita perde così valore: se porta ad un guadagno può essere sfruttata, se porta ad un contrasto può essere uccisa.

Come sempre, mi tocca finire l’articolo sottolineando il più assoluto disinteresse da parte dell’opinione pubblica mondiale, e dei mass media. Ma i miei dubbi, su come tutto questo sia possibile, vengono risolti e cancellati dal sapere che la Nigeria contribuisce alla realizzazione di molte missioni internazionali dell’ONU. E’ un Paese ricco di petrolio, di risorse e di materie prime che fanno troppo gola ai potenti. Non è possibile occuparsi della disperazione della popolazione, della povertà, delle violazioni dei diritti umani, delle donne abusate, dei crimini compiuti a discapito della popolazione civile, perché chi guadagna da tutto questo orrore non vuole essere disturbato. Quindi, per favore, facciamo silenzio.

 

Arielle T.

 

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