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2015: il morbo X uccide!

By intothepot, 05/01/2015

Immaginate un albero gigantesco, un’enorme quercia secolare, così grande che i suoi lunghi rami si nascondono fra le nuvole. Immaginate che questo albero sia ora malato, affetto da un grave morbo (adesso non ricordo il nome esatto) che non permette ai suoi fiori ed alle sue grandi foglie di crescere in salute.

Ecco la mia visione del mondo: un rovere, dal quale non nascono altro che foglie giallastre e frutti marci. L’ultimo frutto marcio, o meglio, l’ultimo frutto marcio che i giornalisti ci hanno raccontato (ben vestiti e con una finta aria afflitta, da far invidia pure a Barbara D’Urso) è la spaventosa situazione del Nepal: quasi due milioni di bambini che rischiano la morte, a causa di mancanza di viveri e per ipotermia.

massmedia-controllo-socialeAd inizio telegiornale (sceglietene uno qualsiasi, a vostro piacimento e/o a vostra discrezione), viene menzionata la terribile vicenda nepaliana, per poi concludere l’edizione giornalistica con le notizie relative al calcio-mercato, passando attraverso pillole di finta politica e mezze pasticche di putrida economia. Queste sono le dosi giornalistiche di cazzate (la licenza poetica l’acquistai con l’apertura di questo blog) che ci devono fare mangiare, ogni giorno. Adesso, io sono una donna di gusti difficili a tavola, abbastanza raffinata ed assai schizzinosa, che facilmente si accontenta di quello che trova nel piatto, quindi sono una (donna) che le vere notizie se le va a ricercare, non mi accontento di leggere la prima pagina del principale quotidiano italiano, o di ascoltare/vedere il mezzo busto del più importante esponente d’informazione in Italia. Il giornalismo mediocre è per persone mediocri, lo lascio volentieri alle persone pigre di conoscenza.

Detto ciò, ripeterò, ancora una volta, il mio pensiero. Milionari che tirano un pallone (senza né arte né parte), milionari imprenditori (che sottopagano la manovalanza), milionari bancari (che tolgono le case ai disperati), milionari azionisti delle più grandi aziende farmaceutiche (che ci vendono medicinali con l’effetto collaterale del cancro), organizzazioni umanitarie che destreggiano milioni di euro, senza però risolvere la tanta remunerativa “fame del mondo”, e poi alla fine della fiera, sono io che devo donare due Euro per aiutare il bambino in Nepal? No, aspettate, non ci siamo proprio. Non scrivo ciò, per esonerarmi dall’aiutare i bisognosi, ma per sottolineare che il sistema è inceppato e non ho intenzione di subirlo.

Le aziende alimentari non autorizzano la donazione dei loro prodotti rimasti invenduti, ma chiedono di acquistarli, attraverso il banco alimentare.

fame-nel-mondo_jpg_940x0_q85Situazione facsimile: entri in un supermercato, ti porgono una busta dove mettere i prodotti da donare ai bisognosi, tu afferri la citata busta, prendi dagli scaffali tre barattoli di pomodoro, PAGHI alla cassa, restituisci la busta di “spesa altruista” agli addetti del banco alimentare, per poi congedarti dal supermercato e tornare a casa.

C’è uno sperpero di vivande assurdo: i supermercati, i ristoranti, gli alberghi ed ogni altra struttura ristorativa, che maneggia cibo, bevande e materie prime di ogni tipo, generano, ogni santo giorno, sprechi su sprechi, gettando nell’immondizia quintali di viveri e sempre, alla fine di quella famosa fiera, non si riesce a trovare una soluzione, per non far morire di fame milioni di bambini? Eh no, non ci siamo davvero.

capitalistaRiporto testualmente da Wikipedia la definizione di economia:

Per economia– dal greco οἶκος (oikos), “casa” inteso anche come “beni di famiglia“, e νόμος (nomos), “norma” o “legge” – si intende sia l’organizzazione dell’utilizzo di risorse scarse (limitate o finite) quando attuata al fine di soddisfare al meglio bisogni individuali o collettivi, sia un sistema di interazioni che garantisce un tale tipo di organizzazione (sistema detto anche sistema economico).

Mi domando: le vettovaglie ci sono, le materie prime anche, ed allora perché non possiamo dividere le risorse equamente come essere umani, invece di mettersi in un angolo, a strafogarsi come animali?

Perché continuare, ad ogni costo, ad adottare il sistema capitalista, anche quando sta generando solamente un aumento di morti di fame?

Ah sì, ora ne rimembro il motivo: perché il nome di quel morbo, che distruggerà la quercia, si chiama avidità.

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Faziose leggi economiche senza capo né coda e ci sarà sempre qualcuno (anzi la maggior parte) che sosterrà che non è così facile risolvere le situazioni di moria, che affliggono il mondo, compresa l’Italia, dove le persone povere, che non si possono permettere tre pasti caldi al giorno ed un tetto sulla testa, aumentano di anno in anno. A quei sostenitori di complicate e parziali leggi economiche, che spesso vantano un paio di lauree, vorrei dire: non fatemi lezioni di economia, perché con la terza media, sono pronta a farvi due insegnamenti di umanità io.

Arielle T.

Le immagini non sono di mia creazione, né di mia proprietà.

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