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Africa: ricca e dannata Parte II

By intothepot, 07/07/2014

Il seguente articolo trae ispirazione e riporta dati ed informazioni da: Marisdavis.com

Tratti, espressioni ed opinioni personali si uniscono all’articolo presente nel blog che troverete cliccando sul link sovrastante, blog di cui vi consiglio la lettura e dove potrete trovare molti argomenti, dei quali l’approfondimento non è mai abbastanza.

L’Africa è stata da sempre luogo di interminabili contrasti, guerre e scontri per l’espansione e l’affermazione di medie e grandi potenze, che l’hanno usata per portare avanti i loro interessi. Diverse compagnie petrolifere e minerarie, insieme a multinazionali senza un briciolo di etica, hanno attuato un piano di indebita appropriazione del territorio, di sfruttamento dello stesso e degli abitanti. Hanno fatto sì che l’identità dell’Africa si svalutasse, che si creassero sempre più le basi per un totale depauperamento del territorio e dell’anima delle persone; così cresce sempre più la povertà, perché è dalla povertà che si inizia a creare l’indebolimento della persona e della forza umana ed è così che le persone, perdendo le forze, sono in balia delle forze politiche ed economiche di turno.

L’Africa, prima, si ritrova nel mezzo di un vortice bipolare, da una parte la grande potenza dell’Occidente e dall’altra quella sovietica, per poi approdare in quello che George W. Bush ha definito il Nuovo Ordine Mondiale, la cui caratteristica principale è l’affinità di interessi economici che legano i governi dei Paesi ricchi.

L’Africa, padrona di vaste aeree economicamente strategiche (diamanti, minerali rari, oro, petrolio, ecc..) è fonte vitale delle multinazionali occidentali, le quali, pur di mantenere il loro dominio e la loro supremazia economica, non si fermeranno davanti a nessuno. Continueranno lo sfruttamento, attraverso la continua repressione attuata da governi corrotti e da poteri fondati sull’egemonia e sul comando etnico.

L’Africa, grande contenitrice di risorse minerarie, petrolifere ed agricole, deve solo stare buona e sottomessa e possibilmente deve continuare ad essere patria di scontri, che possano così alimentare la disperazione e la rabbia di clan, etnie e popoli, da secoli sfruttati e magari a cui possiamo vendere anche tante belle armi.

Il debito dei Paesi africani pesa sulla vita degli abitanti, la cui prospettiva di vita non si sta che abbassando sempre di più e, di conseguenza, si continuano a sviluppare instabilità e disagi, i quali portano, ancora una volta, a violenti scontri, a guerre interne ed a rivalità che mietono milioni di vittime.

I mass media, ovviamente, non parlano di tutto ciò, dato che la corruzione fa da padrona. Probabilmente la coscienza non è un dono di tutti.

Dimentichiamo spesso e volentieri, grazie anche al silenzio stampa, che non lontano da noi ci sono persone, a cui viene uccisa, ogni giorno, la speranza e viene lacerato, ancora prima di poterlo immaginare, il pensiero di un futuro migliore. Siamo tutti coinvolti nei meccanismi crudeli di questi giochi ed equilibri di potere, eppure tendiamo sempre a nascondere ciò che sappiamo sia vero, e non agiamo concretamente (per egoismo, per paura o debolezza) per far così che si inceppino gli ingranaggi di questo macchinario mondiale di sopraffazione a scapolo dei più deboli.

Più della metà dei 54 Paesi che compongono l’Africa sono governati tramite dittature, alcune di media intensità, mentre molte di esse sono attuate da violenti ed atroci regimi totalitari che prima sfruttano e poi uccidono la vita dei loro sudditi. Questi governi tirannici ricavano il più possibile dai territori su cui hanno il dominio e poi dividono la miliardaria somma di guadagno fra i diversi funzionari corrotti, i quali fanno sì che tutto ciò possa continuare ad esistere e a godere di longevità. Governi africani ed occidentali che si tengono a braccetto, gli uni a supporto degli altri, per far trionfare i loro interessi economici, non macchiati, ma saturi di sangue umano.

Continui massacri e crimini contro l’umanità, carneficine e stermini si nascondono dentro il grande vaso di Pandora, l’Africa è luogo fermentantivo di violenza e di guerre che si sovrappongono, alimentandosi a vicenda. Le motivazioni dei conflitti (cause di natura secessionista, conflitti etnici, fattori regionali, fattori politici, componenti religiose) sono molteplici e spesso si intrecciano fra di loro. Spesso, l’eco che ricorre in questi scontri si chiama interesse economico.

“Primavera Araba”: i Paesi islamici dell’Africa mediterranea sono stati protagonisti di un processo di stabilizzazione e di democratizzazione, tramite rivolte ed insurrezioni interne, che non ha portato con sé i cambiamenti profondamente desiderati. Le speranze sono svanite, perché si sa: gli interessi economici dei potenti non vanno messi in discussione. Le dittature petrolifere sono state in grado di sopprimere le rivolte ed il caos e la paura si sta ripristinando anche in quei Paesi dove il profumo della libertà stava per essere respirato.

Arielle T.

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